Wednesday, October 14, 2015

From the bell jar


ritratto di Sylvia Plath per Soft Revolution

“To the person in the bell jar, blank and stopped 
as a dead baby, the world itself is a bad dream.”


[...] Nata nel 1932 a Boston, Sylvia Plath era una ragazza che voleva scrivere a tutti i costi, tanto da riuscire a proporre cinquanta diversi testi al magazine Seventeen (un periodico statunitense tuttora in attività) prima di essere pubblicata. Nel 1953 un treno la portò da Wellesley nel Massachusetts a New York, diretta al suo tirocinio come guest editor da Mademoiselle, una rivista per giovani donne che aveva una tiratura di 500.000 copie. Negli anni a venire le sue poesie la resero molto più famosa dei racconti che aveva scritto da più giovane, ma l’unico suo romanzo (semi-autobiografico) risale al 1963. Si intitola The Bell Jar (in italiano La campana di vetro) e fu pubblicato con lo pseudonimo di Victoria Lucas un mese prima dell’11 febbraio, quando la scrittrice preparò due fette di pane e burro e due tazze di latte per i bambini prima di sigillare porte e finestre e infilare la testa nel forno a gas. [...]

dall'articolo di Miriam Goi su Soft Revolution, per cui ho realizzato questa illustrazione








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